Sardegna Insolita

Vi vedo già che, dubbiosi, mi chiedete…cosa c’è di insolito in Sardegna?

Qualche anno fa, ho fatto un viaggio un po’ diverso, che mi ha fatto scoprire una regione che è conosciuta principalmente per i suoi litorali e le sue spiagge..spiagge meravigliose, sia chiaro..mare da favola..ma in Sardegna ho scoperto di più!

Che cosa? Venite con me..

BARBAGIA – ORGOSOLO E FONNI

Chi si è spinto nel cuore della Sardegna sa di cosa parlo..la Barbagia é il cuore geografico, ma non solo..qui risiede l’anima di questa regione e dei suoi abitanti, autentici, fieri, legati alle tradizioni antiche, ostinati e impervi come la natura che li circonda. Gli stessi romani battezzarono quest’area come “Barbaria” (“barbaros” – stranieri) dopo i tentativi falliti di conquista di questo entroterra!

Qui svetta il massiccio del Gennargentu, dove gli amanti del trekking, delle passeggiate in montagna, della natura potranno trovare pane per i loro denti e territori che li faranno innamorare.

Orgosolo e Fonni sono due piccoli paesini, di nemmeno 5.000 abitanti e rappresentano un po’ il simbolo di questa parte di Sardegna.

Fonni è la località più alta dell’isola (1000 mt sul livello del mare) ed é una rinomata località sciistica (ebbene sì..in Sardegna si può anche sciare!!); Orgosolo è conosciuta purtroppo per il banditismo che dilagò ad inizio Novecento, con faide familiari, omicidi, sparizioni (con tanto di cartelli stradali impallinati di proiettili ancora visibili lungo le strade)..insomma, la fama che precede questa località non è delle migliori. Entrambe le località possono però essere considerate dei veri e propri musei a cielo aperto: sui muri delle loro case tantissimi murales raccontano una storia nemmeno troppo lontana, narrano di tempi duri, di un popolo che si è dovuto arrangiare per sopravvivere, a lungo dimenticato..parlano di cultura, di folclore, di gente che è saldamente legata alla terra su cui cammina. Perdersi in queste viuzze significa immergersi nella storia..qui gli abitanti indossano ancora quotidianamente i costumi tipici..qui ancora si percepisce una certa diffidenza verso il turista, verso lo “straniero”.

BARBAGIA – MUSEO DELLE MASCHERE E PRANZI TIPICI

Non abbandoniamo ancora la Barbagia…e andiamo a Mamoiada, paesino famoso per il suo Carnevale, uno di quegli eventi che non si possono perdere. Per le vie del centro, sfilano, quasi danzando, le due “maschere tipiche” Mamuthones e Issohadores: i primi indossano pellicce di pecora, campanacci pesantissimi e dal suono potente, maschere di legno dalle sembianze animalesche e sono legati con delle funi trainate dagli Issohadores, con abbigliamento che ricorda degli antichi gendarmi. Le origini e il significato di queste grottesche maschere rimangono ancora fitti di mistero, ma si legge un legame con riti pagani e con i processi naturali della terra e del raccolto – una sorta di augurio per una buona annata di raccolti. Interessantissimo è il Museo a loro dedicato (Museo delle Maschere Mediterranee) , dove troverete manichini e racconti su queste due figure quasi mitologiche, ma non solo: ci sono tanti esempi di testimonianze di maschere affini in vari paesi del Mediterraneo.

Dopo tutto questo girare per la Barbagia, viene sicuramente un certo languorino…che ne dite di un pranzo con prodotti tipici, immersi nella natura, con i pastori del luogo? Sento ancora vivissimi in bocca i sapori assaggiati in questa bellissima tappa del mio viaggio. Purtroppo devo dire che non sarà un pranzo altrettanto gradito per vegani e vegetariani: pecora bollita, maialino arrosto, salumi, pecorino e altri formaggi tipici..il tutto annaffiato dal vino che più di tutti rappresenta l’anima sarda, il Cannonau. Si potrà assistere alla cottura dei vari piatti, alla preparazione dei formaggi (con possibilità anche di acquisto di prodotti tipici), a danze e canti popolari..non è certo un ristorante di lusso, si mangia su panche di legno, ma l’atmosfera che si crea, il panorama circostante e la qualità delle pietanze sono il vero lusso di questa esperienza.

ARCHEOLOGIA – NURAGHE LOSA E TARSO

Ultima tappa di questo breve viaggio: qui gli amanti della storia e dell’archeologia troveranno testimonianze importanti del passato della Sardegna e di tutte le genti che da qui sono passate! Ho avuto modo di visitare due splendidi siti archeologici che mi hanno aperto una finestra sulla Sardegna di migliaia di anni fa.

Il primo stop è al Nuraghe Losa, uno dei meglio conservati in Sardegna. I Nuraghi sono costruzioni in pietra di forma conica (c’è chi le definisce le piramidi italiane), la cui funzione non è ancora chiarissima: forse erano delle torri militari, oppure dei luoghi sacri e votivi, oppure degli osservatori astronomici..forse non si saprà mai di preciso, e questo non fa che aumentare il suo fascino, a mio parere. Il Nuraghe Losa è stato datato intorno al 1500 a.C., ed è uno dei più imponenti: la torre centrale è circondata da un’area davvero estesa delimitata da una muraglia.

Imperdibile è poi Tharros…avvicinandosi all’ingresso del sito, si apre davanti a noi uno scenario di storia unico, circondato dal mare! Nasce infatti come insediamento nuragico, conquistato dai fenici (che proprio sui mari avevano fondato il loro impero), poi dai cartaginesi e infine dai romani…lascia senza fiato pensare a quanta storia é transitata da questo luogo. Si possono visitare tutt’ora edifici conservati di tutte le epoche.

Appena prima di raggiungere Tharros, vale la pena una fermata a San Giovanni in Sinis, dove merita una visita la chiesa omonima, una delle più antiche della Sardegna (VI secolo d.C.)

Vale

2020-06-06T11:16:17+00:00

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